Ludwig Steinherr, nato a Monaco di Baviera nel 1962, ha studiato filosofia e si è addottorato discutendo una tesi su Hegel e Quine. Vive come libero scrittore nella capitale bavarese e occasionalmente insegna filosofia presso l’Università di Eichstätt. Per le sue venti raccolte di poesia ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Leonce-und-Lena-Förderpreis, il Staatlicher Förderpreis für Literatur, l’Evangelischer Buchpreis e lo Hermann-Hesse-Förderpreis. Dal 2003 è membro della Bayerische Akademie der Schönen Künste. 

Le tematiche affrontate dalla sua lirica spaziano da epifanie del quotidiano e impressioni naturalistiche passando per intime dichiarazioni d’amore alla moglie fino al dialogo con la pittura (Botticelli, Breughel, Renoir, Vermeer etc.) arrivando ad una ammaliante “reciproca illuminazione delle arti” (cfr. “wechselseitige Erhellung der Künste”, Oskar Walzel). Frequenti sono le riflessioni suggerite da filosofia (es. Eraclito, Descartes), letteratura (molto spesso Shakespeare, ma anche Dante o per esempio Luigi Pirandello) e cinema (es. Laurel & Hardy). Un consistente numero di testi si confronta con la scomparsa di persone care nonché con il dolore e la crudeltà (persecuzione, inquisizione, guerra, apocalisse). A partire da Hinter den Worten die Brandung (2003) e Vor aller Zeit (2004) Steinherr dedica sempre più poesie ai figli toccando vette di “commovente insistenza”. Inoltre, la lirica di Steinherr si contraddistingue per il tripudio della luce che raggiunge l’apice nell’inno Lichtgesang. Nel complesso, nelle raccolte riverbera un atteggiamento religioso che tuttavia non presenta mai un intento missionario, ma sprona al confronto costruttivo sulla base di quesiti sottili e talvolta non ortodossi. 

Le poesie di Steinherr sono state tradotte in numerose lingue, tra cui inglese, francese, italiano, ceco, ungherese, romeno, arabo. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano Medusen (2018) e Briefleserin in Blau. Gedichte zu Vermeer (2018) nonché il testo bilingue Lichtgesang. Light Song (2017), con traduzione inglese a fronte ad opera di Paul-Henri Campbell. 

 

 


„II sonno del neonato «nella prima sera di questo mondo» si trasforma in un piccolo gioiello linguistico e d'amore. […] Insistenza commovente, legata a una sintassi sospesa tra lessico comune e magia, esperienza personale e visione planetaria […]”

Curzia Ferrari, Giornale di Brescia

 

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Traduzione e cura di Chiara Conterno